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55° RADUNO NAZIONALE
14 - 20 MAGGIO 2007  

CITTA' DI NAPOLI  

 

 

Concerti du fanfare 

  

 

UNA GRANDE CITTA’ PER UN  GRANDE  RADUNO

 

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Napoli è stata la gelosa custode del 1° Reggimento Bersaglieri nella Caserma di Pizzofalcone ma, non è questa l’unica ragione per parlare  di un naturale accostamento tra l’indole del napoletano e l’idea stessa del bersagliere.

Il napoletano, forte, estroverso, canterino, intraprendente, seduttore, calza perfettamente con lo spirito del bersagliere. Per noi è come guardarsi nello specchio e immaginarsi  di essere calati in una atmosfera serena  in cui si impone la bellezza dell’ambiente naturale che ci circonda.

Scriveva Plinio il Vecchio: ….” è un posto così felice, così delizioso, così fortunato che vi si riconosce evidente l’opera prediletta della natura…”

La leggenda vuole che la sirena Partenope, vinta da Orfeo in una gara di canto, si lasciasse morire nel golfo  Napoli  presso l’isola di Megaride su cui si erge ora il Castel dell’Ovo. In verità, la città di Partenope nasce da una  antica colonia greca (Cuma) stabilita sul monte Echia (attuale Pizzofalcone) e  successivamente  ridislocata in pianura con il nuovo nome di Neapolis. La  conformazione urbanistica di questa “nuova città” è ancora oggi riscontrabile con l’andamento dei resti delle mura del V secolo a.C. e con l’antico tracciato urbano, introdotto da Ippodamo da Mileto, splendidamente conservato e articolato su tre “decumani” orientati da Est a Ovest e intersecati da una serie di “cardini” orientati da Nord a Sud che rappresentano nella loro interezza un  sistema urbano valido anche per le nostre  moderne città.

Il centro storico della città, dichiarato “patrimonio dell’umanità” dall’UNESCO, contava allora circa 30 mila abitanti, ed aveva una buona posizione strategica e commerci fiorenti. Ciò, cominciava a infastidire la nascente potenza romana che nel 328 a.C. inviò a Napoli i rappresentanti del Senato e l’anno dopo, come era prevedibile, le proprie milizie imperiali.

Così, Napoli diviene “municipio” di Roma, ha però piena autonomia e conserva il carattere e le costumanze greche. Particolarmente gradita dagli uomini potenti dell’Impero che  fanno edificare lussuose ville come quella di Lucullo sulla isoletta di Megaride,  dove chiuse i suoi giorni nel 476 l’ultimo Imperatore romano Cesare Augustolo, prigioniero del primo re barbaro d’Italia. La città, profondamente devastata dalle invasioni barbariche riesce comunque a confermare nel tempo  il carattere e la cultura greca.

Con la conquista Normanna (1139) Napoli diviene capitale di un regno unitario grande quando l’attuale mezzogiorno d’Italia. La successiva età Sveva, vede con Federico II la fondazione dello “Studio Napoletano” (1124) prima Università statale, nata con l’intento di  contrapporre alla guelfa Bologna un centro di cultura ghibellina.

L’età Angioina, poi,  muta integralmente l’aspetto della città che si trasforma in una moderna capitale. Viene costruito il Castel Nuovo e valorizzato il territorio circostante che diviene il nuovo centro politico e amministrativo. E’ in questo periodo che sorgono i più grandi e importanti complessi religiosi ancora oggi particolarmente visitati. La città conta 35 mila abitanti e questo sviluppo demografico ben si accompagna ad uno straordinario sviluppo delle arti e della cultura.

All’età Angioina si sostituisce (1443)  quella Aragonese. La città si popola ancora raggiungendo circa 100 mila abitanti e si sviluppano ulteriormente le attività culturali e artistiche che lasciano tracce indelebili e notevoli.

Inizia poi nel 1503 il “Vicereame”  che vede Napoli “provincia” dell’immenso impero spagnolo. 

 In questo periodo, incoraggiato anche dai vantaggi fiscali, viene favorito l’esodo della nobiltà dai feudi verso la città con la conseguente costruzione di stupendi palazzi gentilizi. Nel 1656 Napoli conta circa 400 mila abitanti e in europa regge il confronto soltanto con  Parigi e Vienna.

Con la guerra di successione spagnola  Napoli passa all’Austria (1707) e successivamente (1734) torna ad essere indipendente con Carlo di Borbone. A seguito di una ulteriore serie di iniziative il volto della città cambia ancora e  consolida così il  primato di essere, con Parigi e Vienna, una delle tre città più importanti d’Europa. Alla fine del XVIII, sulla scia degli ideali della Rivoluzione Francese, vive un breve periodo giacobino (repubblica partenopea del 1799) e successivamente un decennio di dominazione francese (1806 – 1815). Con la restaurazione tornano i Borbone che con alterne vicende lasciano definitivamente Napoli e il Regno delle due Sicilie nel 1860. 

Queste le vicende della Napoli antica. Una città per secoli capitale che adesso aspetta, in occasione del prossimo raduno nazionale, i bersaglieri di oggi e di ieri che saranno ancora pronti a dimostrare la compattezza e l’entusiasmo propri di chi ha indossato anche per un solo giorno le fiamme cremisi. La città li aspetta con la simpatia e l’amore che ha sempre dimostrato per coinvolgerli in una grande festa, allegra, rumorosa, come soltanto può avvenire quando si parla di Napoli e di Bersaglieri.

 

                                                                      Brig. Gen. (r)  Angelo Agata

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 12-04-08   numero di visitatori Hit Counter